Parte il processo a Mafia Capitale

Parte il processo a Mafia Capitale

 

L’avvocato penalista difensore di Massimo Carminati Giosuè Naso

 

E’ cominciato alle 9.30 di oggi il maxiprocesso a Mafia Capitale. L’attenzione mediatica e politica, italiana e straniera,

Sono oltre 130 le udienze previste fino a luglio

oggi, è stata rivolta tutta al primo atto del processo che ha messo sotto sopra l’amministrazione capitolina. Ottanta, infatti, gli accrediti per telecamere e fotografi italiani e venti stranieri, giunti per seguire le udienze davanti ai giudici della X sezione penale, presieduta da Rosanna Ianniello, nell’aula Occorsio del Tribunale di Roma. Si tratta solo dell’inizio di un lungo duello con la Procura che in aula sarà rappresentata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dai sostituti Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini. Quarantasei imputati, sessanta avvocati, oltre 130 udienze previste fino a luglio. Migliaia di intercettazioni e centinaia di documenti depositati. Il primo atto si è limitato alle questioni preliminari sollevate dagli avvocati degli imputati o alle istanze di costituzioni delle parti civili con in prima linea quella del Campidoglio. Il processo è iniziato con l’appello dei detenuti collegati in videoconferenza che potranno seguire ciò che accadrà in aula e tra questi, che non potranno mai essere presenti al processo, Massimo Carminati, l’ex terrorista ritenuto a capo del clan e attualmente detenuto in regime di 41 bis a Parma, Salvatore Buzzi, ras delle cooperative e braccio operativo dell’organizzazione, e Riccardo Brugia, uomo legato a Carminati e presunto custode di armi, mai però trovate dagli inquirenti. A pochi minuti dall’inizio della prima udienza l’avvocato penalista Giosue’ Naso, difensore di Carminati, afferma che il suo cliente, dal giorno dell’arresto non ha mai parlato con i pm, quando toccherà a lui sarà pronto a parlare. Naso ha aggiunto “Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole “mafia” e “droga”. Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate”. In aula presenti, tra gli altri imputati, Luca Odevaine, ex componente del Tavolo nazionale immigrazione, considerato dai Pm di Roma a libro paga di Mafia Capitale,  da alcuni giorni agli arresti domiciliari, dopo 11 mesi di carcere, e l’imprenditore Daniele Pulcini. Il legale di Luca Odevaine, Luca Petrucci, dice: “Odevaine un pentito? Più che altro una persona che ha commesso degli errori, ha ammesso le sue responsabilità in relazione a delle dazioni di denaro e sta collaborando con i magistrati. Anche questa volta ha scelto di stare dalla parte della giustizia”.

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