Caso Regeni. L’Egitto “Non consegnerà i tabulati telefonici”

Caso Regeni. L’Egitto “Non consegnerà i tabulati telefonici”

Il procuratore generale aggiunto egiziano Mostafa Soliman.

Il procuratore generale aggiunto egiziano Mostafa Soliman, in una conferenza stampa al Cairo in cui sta illustrando i risultati della missione a Roma dei giorni scorsi, ha detto che l’Egitto non consegnerà i tabulati telefonici sul caso della morte di Giulio Regeni perché “sarebbe contro la Costituzione e le leggi vigenti egiziane”.

Contrario all’articolo 57 della Costituzione

E ha aggiunto che “Il 98 per cento delle richieste italiane sono state soddisfatte, ad eccezione di quelle sulle chiamate telefoniche che sono contro la costituzione e la legge egiziane”. Fonti giudiziarie hanno precisato che la richiesta è “contraria all’articolo 57 della Costituzione” egiziana che protegge la privacy di “mail telefonate e ogni sorta di comunicazioni”. Inoltre si tratterebbe di qualcosa di “estremamente difficile da realizzare” dato che l’esame di simili tabulati “necessita di una tecnologia moderna e tempi lunghi”. Fonti investigative, invece hanno sottolineato che le autorità egiziane non avrebbero affatto consegnato la quasi totalità della documentazione richiesta dalla magistratura italiana e dagli investigatori sul caso Regeni.

Il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone.

La prossima settimana la Procura di Roma inoltrerà una nuova rogatoria internazionale nella quale saranno riformulate alle autorità egiziane le richieste di acquisizione dei tabulati telefonici di una decina di persone e dei video delle zone frequentate da Giulio Regeni. La Procura ha garantito, infatti, che, malgrado il fallimento del summit di ieri, non lascerà nulla di intentato per far luce sull’omicidio di Giulio Regeni.

 

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