Il Pd ora punta alle adozioni

Il Pd ora punta alle adozioni

La vicesegretaria del PD e governatrice del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

 

Dopo la due giorni inaugurale, cui hanno preso parte, tra gli altri,

“Sui diritti civili c’è stato un passaggio in avanti straordinario”

il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il ministro dell’Economia, Giancarlo Padoan, Walter Veltroni e Gianni Cuperlo, Classe Democratica, la scuola di formazione politica del Partito Democratico, è tornata a Roma sabato 27 e domenica 28 febbraio.  Il secondo week end segue il via libera del Senato al ddl sulle Unioni Civili. Dopo l’intervento a sorpresa del segretario Matteo Renzi, che ha dichiarato  di essere “stra orgoglioso del risultato sulle unioni civili”, ha aperto i lavori il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi. Il ministro ha rivendicato la capacità del Pd di coagulare tutte le opposizioni, sottolineando la necessità dei voti di Ala e dei verdiniani.  Boschi si è espressa poi sulle critiche espresse dalla minoranza interna al Partito Democratico, che ha chiesto un congresso anticipato (si riferiva  in particolare alla presa di posizione di Roberto Speranza). Il ministro ha affermato: “La minoranza smetta di lamentarsi, il congresso del PD è fissato per il 2017 e si terrà quindi nel 2017”.  E, dicendosi soddisfatta per il risultato ottenuto sulle Unioni civili, ha confessato: “ho percepito un impegno personale”, sottolineando, “quando sono stata avvertita che sarebbe venuto meno l’appoggio del Movimento 5 Stelle, a 5 minuti dalla votazione, lì ho avuto paura”.  Maria Elena Boschi ha ricordato l’emozione provata nel firmare il ddl sulle unioni civili:  “La mano mi tremava quando ho firmato il maxiemendamento: non è stata una firma qualunque come altre fatte in precedenza perché avevo in mente tanti volti e in particolare quello di un mio amico che quest’estate è andato via, se l’è portato via una malattia: per lui la legge è arrivata tardi”. Il ministro ha sottolineato: “La mia posizione era anche più coraggiosa di quella che abbiamo approvato al Senato e che mi auguro il prima possibile sia approvata alla Camera. Io sono convinta che il voto al Senato di giovedì sia stata un vittoria per i diritti civili nel nostro Paese”. La politica, ha spiegato, “non significa rinunciare ai propri ideali. Ma avere la responsabilità di rendere quegli ideali concretamente possibili, di renderli realtà”.  Boschi ha affermato che è stato “avviato un percorso non ancora finito”. Si tratta dell’articolo che il Governo ha preferito stralciare dal ddl pur di non rischiare di far saltare le unioni civili, ovvero le adozioni e la questione stepchild adoption.  Il ministro ha ribadito l’impegno del PD nel redigere un testo “complesso, che non riguarda soltanto le adozioni per le coppie gay. L’intero impianto delle adozioni deve essere rivisto, semplificato”. Per il ministro l’unico punto di riferimento deve essere la tutela dei bambini.

Nella giornata di domenica a Classe Democratica è intervenuta la vicesegretaria del PD, nonché governatrice del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che ha dichiarato:  “Sui diritti civili indubbiamente anche dal punto di vista culturale, c’è stato un passaggio in avanti straordinario, ma è solo il primo passo, non è un punto di arrivo, il percorso è ancora lungo”.  “Siamo consapevoli del fatto che siamo ancora indietro su ciò che ci chiede l’Europa, ovvero dotare i minori, tutti, degli stessi diritti. La prossima settimana partiremo con il discorso relativo alle adozioni e, sia chiaro, adozioni per tutti, indiscriminatamente”. Per il vice segretario PD sarebbe riduttivo rivolgere le attenzioni del Governo e del Parlamento esclusivamente all’economia, al lavoro e alla crescita. L’Italia ha “il dovere morale di preoccuparsi dello sviluppo morale del Paese” attraverso l’allargamento dei diritti sociali, la politica deve dare le risposte non può cambiare con il photoshop la fotografia”.

Oggi, dunque, il Pd parla di doveri morali, cercando di far passare in secondo piano il dato di fatto che, al di là del contenuto del ddl le difficoltà saranno  nella votazione in aula. Non si può certo pensare che chi si è opposto al ddl Cirinnà (i vari Alfano, Formigoni, Sacconi, Gasparri, Romani, Giovanardi ed i catto-dem) per il solo contenuto dell’articolo 5 sulla stepchild, dopo appena dieci giorni voterà una legge che ridisciplini l’intero comparto delle adozioni, contenente la stepchild stessa. Numeri alla mano, al Senato il ddl sulle adozioni potrà passare solamente se i senatori del M5S  lo vorranno.

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