Salvini: “No Bertolaso, avanti Meloni”

Salvini: “No Bertolaso, avanti Meloni”

 

La leader di FdI, Giorgia Meloni e il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

 

L’ex numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso,

Bertolaso: “Sarò il sindaco dei romani”

al parlamentino di palazzo Grazioli con gli eletti di Forza Italia a Roma si è mostrato estremamente sicuro nel parlare della propria candidatura. Bertolaso ha dichiarato “Quando un aereo è in pista per il decollo e dalla torre di controllo riceve l’ok, comincia a dare gas arrivando al fatidico “punto di non ritorno”, cioè dove o decolla o va a schiantarsi. Io il punto di non ritorno l’ho già passato, non mi schianto, sto già volando e sarò il sindaco dei romani”. La Lega di Matteo Salvini, però,  non lo appoggerà. Salvini lo aveva già detto dopo le consultazioni  ai gazebo dello scorso weekend. E oggi lo ha ribadito. Ospite di “Corriere Tv Live” il leader della Lega ha dichiarato: “Il candidato di tutto il centrodestra a Roma non si chiama Guido Bertolaso. Almeno, non è il mio. Se si facesse avanti Meloni il candidato sarebbe lei, per me non ci sarebbe nessun problema”. Salvini ha detto che solo in caso di primarie vinte da Bertolaso direbbe di sì. Rovesciando  così l’esito delle consultazioni dello scorso weekend e i piani degli alleati, Salvini ha posto il Centrodestra in uno stallo che va avanti da diversi giorni. E ora l’accordo sembra lontanissimo. Il segretario della Laga, così, rilancia il nome di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, al settimo mese di gravidanza, aveva sempre detto di valutare una propria candidatura solo in ultima analisi. E martedì sera in tv, ha detto chiaramente che non se la sente di fare campagna elettorale. Dopo aver allestito i gazebo a Roma per sondare i cittadini, il segretario del Carroccio ha constatato con fastidio che Alfio Marchino è il preferito dai suoi lettori (con 4534 voti). E oggi gli ha offerto un’apertura inaspettata dicendo: “Un mio no a Marchini? Io non ho mai detto no a nessuno. Non sono stato io.  Se avessero presentato Marchini a Roma? E perché no”. E sulla candidatura di Alfio Marchini a Roma ha osservato: “Io vorrei capire i programmi, suoi e degli altri, si è parlato troppo di nomi e poco di programmi. Le primarie a questo servirebbero, capire che vuole fare ciascuno per Roma”. Per il leader leghista i tempi ci sarebbero ancora, “in venti giorni, da qui a Pasqua, fai e disfai quel che vuoi”. Alfio Marchini era stato indicato da Silvio Berlusconi, lo scorso autunno, come possibile candidato del centrodestra, ma sul suo nome Giorgia Meloni aveva posto un veto. Salvini ha aggiunto: “Ma comunque parleremo con Berlusconi e cercheremo di trovare una sintesi. Non alzo la voce a Roma, ma su Roma così non vinci, punto. Se il concetto è che i cittadini devono potersi esprimere, allora questo varrà ovunque. La via maestra è la scelta dei cittadini, quando non si trova un accordo nel centrodestra”. “Facciamo altre primarie dopo quelle di domenica, invece che organizzate solo dalla Lega organizzate da tutti, coinvolgiamo cinquanta o sessantamila persone, più gente si ascolta è meglio è. Altro paio di maniche è se si candida una leader di uno dei partiti dell’alleanza come Giorgia Meloni, a casa sua, io sono solo contento e la sostengo”. Salvini ha spiegato: “Prendiamo il modello del Pd e le facciamo meglio, facciamo primarie meno taroccate”.  E ha precisato: “Se invece a Roma si trova accordo…”, ad esempio “io della Meloni sarei contentissimo”.  Tra gli argomenti trattati, una curiosità. E se toccasse a Salvini scegliere il candidato per la corsa alla Casa Bianca? Il segretario della Lega ha risposto: “Trump tutta la vita: rigore, politiche di sicurezza, politiche internazionali, strategie di rilancio economico, mi fanno dire Trump. E i soldi ce li mette lui, non è condizionato da alcuna lobby, quindi forza Trump”.

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